Criteri d’ingresso al Centro

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I Gruppi tecnici scientifici territoriali hanno la responsabilità dell’ingresso, della formulazione del progetto personalizzato e della sua verifica periodica.

Il Centro Perez si rivolge a persone con disabilità acquisita (traumi cranio-encefalici, gravi cerebrolesioni da incidente vascolare, lesioni vertebro midollari), senza la presenza di gravi patologie psichiatriche.

Dati gli obiettivi lavorativo occupazionali del centro sono richieste motivazione ed abilità produttive; per quanto riguarda le autonomie primarie e relazionali si richiede un punteggio alle voci della FAM maggiore o uguale a 5 (operazioni effettuate con supervisione).

Vengono richiesti un inquadramento diagnostico con l’evidenza dei fattori di rischio, una valutazione funzionale globale ed eventualmente un progetto di presa in carico da parte dei servizi territoriali per particolari problematiche (es. DSM). Documenti: dati anagrafici, fotocopia delle certificazioni sanitarie del Servizio di Medicina Riabilitativa e del medico di base. Certificazione di invalidità civile.

Indipendentemente da dove arriva la richiesta di ingresso riteniamo importante in linea generale che venga effettuato il seguente percorso:

  1. inquadramento diagnostico ed una valutazione funzionale globale presso l’U.O. di Medicina Riabilitativa dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara;
  2. percorso di valutazione e/o orientamento ed eventuale formazione presso il Centro Studi Don Calabria, Città del Ragazzo;
  3. un periodo di osservazione da due a quattro settimane presso il Centro Perez per verificare i rispettivi termini di un primo patto o contratto rispetto al progetto personalizzato, concordato con la persona, i familiari ed il gruppo tecnico.

La precocità, rispetto alla dimissione ospedaliera,  di una presa in carico da parte dei servizi territoriali e del Servizio di Valutazione e Formazione Professionale per la Grave Disabilità Acquisita della Città del Ragazzo garantisce, a livello statistico, migliori risultati. Quindi una procedura ideale consiste nel coinvolgere prima possibile l’assistente sociale e convocarla con un certo anticipo sul termine del progetto formativo per presentare le ipotesi di proposte. In questo momento o successivamente può essere posta la domanda al gruppo tecnico, attraverso uno dei componenti (Centro Perez, ASP, UVAR), per valutare insieme la proposta.

La formulazione di un “patto di lavoro” consente di collaborare con la persona ed i familiari su un progetto personale unitario e condiviso, mettendo in evidenza e distinguendo fra gli obiettivi di transizione al lavoro e quelli socio-occupazionali.

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