- Villa del Seminario
- Premessa
- La storia del luogo
- Il servizio sanitario militare nella Grande Guerra: linee generali e il caso ferrarese
- Il Servizio Sanitario Militare nella Grande Guerra
- La Sezione di Sanità reggimentale, gli ospedali militari e le infermerie di campo
- Il caso ferrarese dell’Ospedale militare neurologico a Villa del Seminario
- Gli Ospedali militari di riserva, e della Croce Rossa, a Ferrara
- Bibliografia e fonti archivistiche
- L’Ospedale Militare Neurologico per nevrosi di Guerra “Villa del Seminario”
- Gaetano Boschi (1882-1969)
- Gaetano Boschi-La giovinezza e gli studi
- Gaetano Boschi-L’attività durante la Grande Guerra
- Gaetano Boschi-Palazzo Bevilacqua-Costabili
- Gaetano Boschi-Gli anni successivi alla Grande Guerra
- Gaetano Boschi-Pubblicazioni e riconoscimenti
- Gaetano Boschi-Umanista e letterato
- Archivio Boschi (Eredi Gandini-Farina)-Bibliografia completa
- Bibliografia
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Servizio Autonomia
IL PROGETTO
Obiettivi del progetto sono la promozione e la riabilitazione delle autonomie secondarie di vita quotidiana (ADL II) delle persone disabili: cura e gestione delle attività domestiche (cucina, lavatrice, stiro, pulizie, spesa), gestione del denaro per le piccole spese, utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto quando possibile, organizzazione e gestione del tempo libero.
Lo scopo più generale è un miglioramento del benessere e della qualità di vita della persona disabile e dei suoi care givers, se la persona è inserita in famiglia. Se la persona vive sola, un ulteriore scopo è l’alleggerimento o il rinvio di azioni di assistenza esterna (fornitura pasti, assistenza domiciliare, ecc.), con un significativo risparmio nella spesa sociale.
Le azioni di tutoraggio sono svolte prevalentemente nel contesto di vita della persona (casa, quartiere, paese), tenendo conto della difficoltà per molti di trasferire apprendimenti e pratiche da un contesto di “laboratorio” ai propri luoghi quotidiani di vita reale.
Uno dei punti di forza del progetto è la presa in carico, parallela al tutoraggio della persona disabile, dei suoi care givers, per facilitare nel contesto di vita e nelle performances quotidiane il reale utilizzo delle abilità conquistate. Questo infatti non è scontato, ma è una conquista progressiva.
Questo progetto si è proposto di superare una visione dell’autonomia come azione di sollievo dei care givers nell’impegno di cura, affidato, parzialmente o occasionalmente, ad un tutor, inteso come assistente e accompagnatore del disabile nelle attività di vita quotidiana. Questo progetto intende l’autonomia come capacità e possibilità di svolgere per conto proprio (da soli, con l’aiuto essenziale, con ausili adeguati) tutte le attività di vita quotidiana possibili, con il consenso e l’appoggio di una famiglia che sa “mettersi da parte” ogni volta che è possibile. Dopo sette anni di sperimentazione di questo modello, si è dimostrato una modalità efficace per preparare, “durante noi”, il tanto temuto “dopo di noi”, andando oltre una logica sostanzialmente assistenziale. Lo sbocco e il proseguimento ideale dei percorsi sono, a seconda del grado di disabilità, del livello di autonomia raggiunto e raggiungibile e dei desideri personali del disabile, l’eventuale futuro inserimento in case-famiglia o gruppi-appartamento oppure soluzioni abitative autonome semi-protette, in cui sia possibile alla persona disabile, con opportuni aiuti ed ausili, vivere la propria dimensione adulta di autodeterminazione e autogestione.
IL MODELLO PROGETTUALE
Criteri di ammissione: secondo le scale DSR e LCF-R.
E’ molto importante per l’inserimento in un percorso di autonomia nelle attività di vita quotidiana secondarie (mobilità, gestione di sé, della casa e del denaro) il livello di funzionamento cognitivo: viene pertanto utilizzata la Scale Level of Cognitive Function- versione Revised (10 punti invece che 8)
LCF-R uguale o maggiore di 5
Altro strumento utilizzato per lo screening di ingresso è il livello di disabilità misurato con la Disability Rating Scale. In questo caso la persona deve avere 0 sia nell’area vigilanza/responsività, sia nell’area abilità cognitiva per la cura di sé. Accettabile un livello funzionale tra 1 e 3 (indipendenza con particolari necessità ambientali – dipendenza lieve e dipendenza moderata), qualsiasi punteggio nell’area impiegabilità.
Il servizio che segnala la persona è pertanto sollecitato a presentare la persona con il punteggio LCF-R = o> di 5 e DRS come sopra descritto.
Tale valutazione viene effettuata presso il modulo di Neuropsicologia dell’U.O. di Medicina Riabilitativa dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Sant’Anna di Ferrara.
Modalità di segnalazione:
- Il servizio inviante (medico di base, ospedaliero o assistente sociale) fa la richiesta di inserimento nel progetto ADL II al Centro Perez. Qualora l’inviante sia un privato, deve fare richiesta formale all’assistente sociale del territorio perché inoltri l’invio al Centro Perez secondo i criteri di ammissibilità previsti.
- Verificata l’ammissibilità del caso secondo i criteri sopra descritti, il coordinatore del progetto organizza il primo incontro, a cui saranno presenti:
Assistente sociale del caso
Persona e familiari o altre figure di riferimento
Psicologa consulente familiare
Coordinatore del Centro Perez per il Servizio ADL II
Tutor assegnato al caso
- Durante il primo incontro si effettua una valutazione della situazione e della famiglia e l’analisi della domanda, al fine di ipotizzare obiettivi e tempi del percorso.
- Viene proposto un patto formale tra la rete dei servizi e la famiglia, dove ciascuno si prende degli impegni. E’ solo a partire dal mantenimento di questi che sarà possibile raggiungere gli obiettivi di outcome specifici, che saranno compiutamente formulati dopo un primo periodo di valutazione. (allegato 2: Scheda di iscrizione)
Percorso progettuale
Il percorso progettuale segue un andamento così strutturato:
- Colloquio iniziale con i familiari con una chiara definizione dei tempi e degli obiettivi del progetto;
- Tutoraggio per un numero di ore/settimana variabili a seconda dei casi;
- Eventuale consulenza familiare di 1 ora/settimana per i colloqui individuali, 2 ore per i colloqui di coppia;
- Restituzione orale alla famiglia e al cliente, in itinere e al termine del percorso.
Supervisione dei tutor
Ai tutor viene offerta la supervisione di un’ educatrice professionale e consulente della coppia e della famiglia, attraverso periodici incontri individuali e di gruppo.
Consulenza familiare
Le modalità di sostegno ed accompagnamento proposte alle famiglie sono colloqui settimanali di un’ora per le consulenze individuali e di due ore per le consulenze familiari o di coppia, gestiti secondo la metodologia della consulenza familiare con orientamento sistemico: ascolto attivo, focalizzazione e attivazione su un problema specifico, valorizzazione delle risorse di ciascun nucleo familiare e dei suoi membri, lettura e ridefinizione dei ruoli, individuazione dei compiti. Negli anni 2009-10-11 sono stati proposti ad alcuni familiari e care givers anche gruppi di auto mutuo aiuto, molto graditi dai partecipanti.
Strumenti di valutazione
Si utilizzano strumenti di valutazione dell’autonomia in ingresso, in itinere e al termine dei percorsi, in vista di una progettazione più accurata, sia qualitativa che quantitativa, degli obiettivi, dei tempi e dei percorsi progettuali. Per poter misurare gli obiettivi raggiunti è necessario infatti fare un’ipotesi preventiva dei tempi necessari verificabile e modificabile, specificando gli obiettivi (mi aspetto che farà da solo, mi aspetto che farà con aiuto, mi aspetto che farà con ausilio).
Obiettivo à Abilità (da solo, con aiuto, con ausilio) à Performance (in situazione)
E’ stata creata una scheda–progetto individuale (check list) con il linguaggio ICF, che riunisce criteri qualitativi e quantitativi e permette una più precisa ed attendibile valutazione dell’efficacia dei percorsi. Tale check-list finale raccoglie le singole check list che vengono compilate alla segnalazione, al primo colloquio con la famiglia, all’inizio attività, in itinere e al termine attività.
Le aree osservate con il protocollo ICF sono: stato di salute, abitudini di vita, aspirazioni, aspetti relazionali, risorse personali, aspetti professionali, fattori familiari. Accanto ai singoli items della check-list c’è la possibilità di specificare con un commento esplicativo.